Resoconto Serata Vicende di Streghe


All’atto dell’interrogatorio Johanneta si difese con tutte le forze: non era una strega, si occupava solamente di guarire la povera gente con formule che aveva imparato nel corso degli anni; sapeva fermare il sangue, alleviare il male al ventre e curare le mucche sofferenti.
Ma il complesso quadro accusatorio era ormai completo e la Duranda, come comunemente veniva chiamata, rischiava addirittura il rogo.
Tutto era iniziato con la denuncia di un uomo di La Salle: “Minaccia la gente e ciò che minaccia si avvera…. chiedetelo a Tizio…. chiedetelo a Caio…”.
Seguirono, così, numerose altre denunce: per finire a Johanneta furono contestati ben 108 capi di imputazione!
La condannarono. La punizione consistette nel pentimento, nel giurare sulle Scritture di osservare i precetti della Chiesa, nel portare una grossa croce al collo e nel fare un pellegrinaggio a Roma; fu, inoltre, bandita dalla parrocchia di appartenenza e dalla Diocesi.
La storia della Duranda, ma anche le vicende che coinvolsero Perronetta, Marietta Callère, Antonia di Vallesa e Johanneta de Caboreto, tutte accusate di stregoneria in quei terribili anni di sospetto, sono state oggetto di un interessante monologo rappresentato dal noto storico medioevista Ezio Gerbore la sera di martedì 20 agosto.
Prendendo avvio dalle risultanze dei verbali dei processi per stregoneria nella Valle d’Aosta del quindicesimo secolo, il Professor Gerbore – fra l’altro autore del volume “La stregoneria nella Valle d’Aosta medievale” e coautore della pubblicazione “Arvier, Una Comunità nella storia” – ha rappresentato con dovizia di particolari l’affascinante e triste storia di queste donne, mantenendo viva l’attenzione del pubblico intervenuto all’incontro organizzato dalla Commissione della Biblioteca comunale presso la piazzetta della chiesa parrocchiale in una chiara notte di plenilunio.